La forma del gusto

DSCN4047Mangiare è un bisogno primario.

È anche un piacere, ma prima di ciò è una necessità a cui nessun essere vivente può rinunciare. L’evoluzione umana stessa va di pari passo con quella del cibo: Lucy mangiava ciò che trovava, non sovrapponeva l’alimentazione al concetto di cucina, il suo era un mero sostentamento basato sull’ingerimento di alimenti commestibili trovati in natura.

Poi l’uomo, nel corso di migliaia di anni, si è evoluto e così anche il mangiare. La prima svolta si ebbe con la scoperta del fuoco che permise di rendere più digeribili gli alimenti, la carne su tutti. Nella storia, il cibo divenne un argomento di discussione e anche un segno distintivo di ere e popolazioni: l’opulenta cucina francese medievale e la dieta mediterranea sono solo alcuni esempi, ma emblematici.

Nell’epoca della modernità il cibo non è più solo sostentamento, è qualcosa di più. Dalla cucina molecolare a quella futurista, si comprende che il tema alimentare sia una continua ricerca, un momento di sperimentazione anche spasmodica ed estrema che spesso degenera e tende alla performance artistica.

L’arte non è un bisogno primario.

Forse è proprio questo connubio tra due momenti estremamente distanti tra loro nell’immaginario collettivo, che rende assolutamente affascinante la compenetrazione di arte e cibo.

Progetto cibo – la forma del gusto è un’esposizione dove l’unico protagonista è appunto il cibo, che viene mostrato in chiave diversa; talvolta si ferma alla sua realtà di oggetto, tant’è distante dalla natura alimentare.

Il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto propone una mostra su questo tema in modo da generare riflessione su qualcosa che troppo spesso sembra scontato. L’alimentazione in questo periodo storico è argomento fondamentale che deve essere capito e riflettuto. Il cibo allora diventa progetto nello studio della composizione di un’arancia e di uno spiedino; sembra volerci fermare un attimo difronte a quello che mettiamo in bocca, spesso ingurgitato con indifferenza.

Come detto in precedenza il cibo segna un’era. Allora non dovrebbe stupire che, nell’epoca dell’industrializzazione, anche forme e dimensioni di biscotti e coni gelato siano soggetti a brevetti redatti in carta bollata; che le forme siano funzionali allo scopo, come un ditale di cialda per poter finalmente e legittimamente intingere il dito nel barattolo di Nutella al riparo da critiche.

Altre volte la forma è solo estetica, decorazione fine a se stessa, come il tipico decoro Delft applicato a uno stampo tostapane. In questo senso può essere letta la degenerazione umoristica del cibo: ghiaccioli a forma di pinguini o gustose cattedrali di St. Paul di gelatina non sono più buoni, solo più belli.

Al di là di giochi di curiose sperimentazioni, forse fine a se stessi forse no, la profondità della riflessione si manifesta palese nell’ultima parte della mostra, dove il sorrisetto scanzonato dell’osservatore si appiattisce difronte alla connotazione etica del cibo, questione fondamentale che deve essere affrontata in modo consapevole, in un periodo storico in cui non tutti hanno la possibilità del pasto quotidiano. Allora si guarda ad una porzione di locuste in maniera critica, ma meno disgustata perché potrebbe rappresentare il cibo del domani per delle popolazioni in continua ed esponenziale crescita.

Allo stesso modo si pone attenzione, nel modo dissacrante ed acuto che solo l’arte riesce a esprimere, sui cibi proposti come quelli del futuro. Ma carne creata in vitro, organismi geneticamente modificati e fragole poliedriche sono solo un futuro, ma magari non quello auspicabile. Forse sono da preferire quegli alimenti che non “maltrattano” il nostro pianeta, guardando oltre il presente per concedere un futuro anche a chi verrà dopo.

Sulle pareti del museo, uscendo, si notano centinaia di post-it. Su uno è scritto, con evidente calligrafia fanciullesca, “non bisogna sprecare l’acqua”, e allora forse si può guardare all’avvenire un po’ più fiduciosi.

http://www.mart.trento.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...