Podere San Biagio

PodereSanBiagio

Ho incontrato Jacopo per la prima volta in una caotica fiera enologica romana.

Protagonista era il “vino critico”, il vino contadino, agricolo, non commerciale, tanto meno industriale ed omologabile.

Tra centinaia di etichette quelle di Jacopo mi rimangono in mente, quei sapori mi colpiscono, sono estremamente puliti ma non convenzionali. Continua…

 

La luce di Salcheto

salchetoToscana terra di artisti e commercianti, e vino. Attraversando colline e paesi si ha la sensazione che ci siano più cantine ed enoteche che distributori di benzina e fontanelle.

Tra i numerosissimi produttori, prevalentemente di rosso, come da tradizione e territorio, in zona Montepulciano, ce n’è una unica al mondo.

Salcheto infatti è la prima azienda ad aver certificato la Carbon Footprint di una bottiglia di vino: un processo che controlla energia e materia direttamente ed indirettamente consumate lungo il processo e ridurre le emissioni di gas clima-alteranti connesse.

Ma iniziamo dal principio. Continua…

Appunti di degustazione: i solfiti

Senza_solfiti

In questo testo non si parlerà di vini naturali, da uve biologiche o approccio biodinamico, ma di un confronto tra due vini convenzionali…ma non troppo!

Particolarmente annosa è la discussione sui solfiti, quanto meno su quelli aggiunti – perché la fermentazione stessa conferisce una minima quantità di solfiti al vino.

Innanzi tutto però è necessaria una premessa. Non bisogna guardare a questi composti come a un demone da esorcizzare, ma ad un elemento che nel vino ha una funzione di “conservante”. Personalmente ritengo che non sia tanto grave il fatto stesso dell’aggiunta di solfiti, ma la quantità utilizzata, che deve essere rispettosa e adeguata alla tipologia di vino. Ciò detto, quale modo migliore di capire come questi lavorino, se non confrontando due bottiglie dello stesso vino, della stessa annata e della stessa azienda, una aggiunta di solfiti e una contenente solo quelli donati dalla fermentazione alcolica. Continua…

Fattoria Coroncino

coroncinoPercorrendo su e giù i piacevoli declivi della riva destra del fiume Esino, tra le insegne che indicano numerosi produttori di Verdicchio – perché qui il Verdicchio è un’istituzione, è il filo conduttore di generazioni – ne scelgo una di legno.

Qui si è lontani dalla ricercatezza estetica delle strutture e delle colline, peculiari in altre zone d’Italia, così capita che la casa di famiglia sia antistante la cantina, nel più rassicurante dei casa e bottega; e ci si accorge che l’attenzione è tutta rivolta ad un sano pragmatismo produttivo: per qualche singolare processo mentale, mi sento fiducioso. Continua…

Broccanera

cantaroL’elevata quantità di aziende vitivinicole e l’alto rapporto qualitativo che esse esprimono con le proprie etichette, sono conferma palese della vocazione del territorio jesino alla coltivazione delle barbatelle di Verdicchio. Ma questa è storia antica.

All’interno di questo contesto geografico, però, è di contemporaneo interesse notare una tendenza che inizia a farsi strada. Sempre più produttori infatti, tendenzialmente esponenti di realtà aziendali medio piccole – tra le 30 e le 80 mila bottiglie annue – stanno volgendo la propria attenzione verso la conduzione biologica dei vigneti, con risultati notevoli riscontrabili nel prodotto finale. Continua…